Andrea Ceccarelli

Sconti sulle imposte comunali per chi collabora a mantenere il decoro in città

“Questo Paese non si salverà e la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

Le parole di Aldo Moro sembrano essere quanto mai attuali e credo si possano applicare, senza particolari aggiornamenti, anche al governo delle nostre città. In altre parole, sono convinto che occorra rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità ed il concetto di “res publica”, ossia di beni appartenenti alla collettività e che questi elementi debbano poter individuare forme di collaborazione fra cittadini, singoli o riuniti in associazioni, e pubblica amministrazione. In questi anni, abbiamo avuto esperienze di questo genere: si pensi agli “Angeli del bello” (che, forse, meriterebbero un altro nome, magari un po’ meno roboante) o alle giornate – organizzate dalle associazioni ambientaliste – come “Puliamo il mondo”. Fiorentini, gruppi, associazioni che si trovavano per ripulire parti della città o per segnalare situazioni di particolare degrado. Credo occorra cercare di dare maggiore continuità e razionalità a queste forme di collaborazione. Si parla tanto di cittadinanza attiva e credo che questa proposta, se attuata, potrebbe dare maggior senso a ciò che, fino ad oggi, è rimasto spesso sulla carta. Allora: non c’è dubbio che, considerata anche la difficile situazione della finanza locale, i Comuni siano sempre più in difficoltà nell’assicurare livelli ottimali di manutenzione del verde o dei marciapiedi o delle strade o anche a fornire servizi come quello della sorveglianza davanti alle scuole, in occasione dell’entrata o dell’uscita dei ragazzi. Potremmo immaginare una collaborazione più stretta fra Comune ed associazioni e gruppi di cittadini, che – ad esempio – “adottino” piccole aree verdi e ne curino la manutenzione ordinaria e segnalino eventualmente la necessità di interventi di carattere straordinario? La stessa cosa potremmo fare per situazioni di particolare degrado o per segnalare gli interventi più urgenti in materia di manutenzione dei nostri marciapiedi e delle nostre strade. Ovviamente, occorre che l’Amministrazione si doti di piccoli nuclei di pronto intervento che siano in grado di dare una risposta in tempi celeri – 48/72 ore – alle segnalazioni pervenute dai cittadini.

Si potrebbe, comunque, cominciare in via sperimentale con il verde e con forme di “adozione” di alcuni giardini da parte di quei cittadini che volessero, appunto, provvedere alla pulizia e alla manutenzione di piccole aree verdi. L’Amministrazione potrebbe, ad esempio, riconoscere piccoli sconti sulle imposte comunali (ad esempio, la Tari) a coloro che mettono il proprio tempo e la propria opera a servizio della comunità. Sarebbe un modo per migliorare la qualità del nostro verde e la qualità urbana in genere, oltre a rafforzare quel concetto di bene comune e di appartenenza ad una comunità che citavamo in precedenza. In altri Paesi europei, sono state realizzate esperienze del genere (penso, ad esempio, all’Inghilterra ed al caso dei “Community gardens”) e, sia pure con qualche difficoltà, sono state sempre esperienze positive.