Andrea Ceccarelli

La mia candidatura al Consiglio Comunale di Firenze

Ok, ormai non è una novità, ma per chi ancora non lo sapesse (e immagino siano molti, perché non è che le scadenze elettorali siano in cima ai pensieri degli italiani e dei fiorentini), mi candido al Consiglio Comunale di Firenze nella Lista del PD. Una nuova avventura, quindi, che mi ha già riempito il cuore di orgoglio e di qualche piccola soddisfazione: una campagna elettorale è sempre un’occasione per incontrare persone, associazioni, società sportive, gruppi di volontariato e, devo dire, che per ora ho ricevuto quasi soltanto attestazioni di stima e di affetto. Grazie di cuore a tutti, sono felice se – a parte il risultato elettorale – ho lasciato e lascerò un buon ricordo di me come amministratore del Quartiere 3. Poi, c’è la competizione elettorale, alla quale – è inutile nascondersi dietro un dito – tengo e che spero con tutto il cuore possa essere vincente per il PD, per il centrosinistra e, naturalmente, per il sottoscritto. Mi  presento alle elezioni con alle spalle una splendida esperienza, quella di Presidente del Quartiere 3 di Firenze, e con una piccola storia personale, la mia storia, che è poi la storia di tanti fiorentini che spendono parte del proprio tempo per dare un contributo alla propria comunità. Parlo dell’impegno politico, ma parlo anche e soprattutto del volontariato, mondo dal quale sono partito e al quale mi sento ancora di appartenere. Anche grazie a questa esperienza, alcune delle mie proposte riguardano proprio il volontariato e il rapporto che esso ha con la Pubblica Amministrazione: mi piace pensare ad un volontariato che ovviamente continui a fare il proprio preziosissimo lavoro, che continui ad avere rapporti fruttuosi con l’Amministrazione Comunale, ma che riesca anche a fare un ulteriore sforzo di apertura e di collaborazione con tutti, a partire dalle competenze e specificità di ciascuno. Mi piace pensare a rapporti un po’ più organici e continuativi con la Pubblica Amministrazione, che vadano al di là della gestione delle emergenze e e dei risultati – pur positivi – che si sono raggiunti in questi anni. Ho inviato per questo una lettera a molte Associazioni appartenenti al mondo del Volontariato e del Terzo Settore: potremmo partire, ad esempio, dalla costituzione o dalla rifondazione – ditela come volete – di una Consulta Comunale del Terzo Settore che abbia la possibilità di essere realmente operativa, incisiva, efficace. Non sarà la rivoluzione, ma può essere un buon punto di partenza. Abbiamo già un’esperienza positiva in materia, quella delle “Reti di Solidarietà”, una sorta di Associazione delle associazioni che collaborano ed operano sul territorio di ciascun quartiere, ognuno con la propria originalità e specificità. Naturalmente, aspetto proposte e contributi sul tema. Nei prossimi giorni (non è una minaccia), vi parlerò di altre proposte che vorrei fare – se eletto – in sede di Consiglio Comunale, e che spero sollecitino un minimo di dibattito.